Sale, zuccheri e grassi

Occhio a sale, zuccheri e grassi.

 Raramente ci soffermiamo a valutare il contenuto dei prodotti che compriamo, ma vanno consumati in dosi limitate.

Grassi: tienili al minimo.

Un alimento è a basso contenuto di grassi se non ne contiene più di tre grammi su cento; è a basso contenuto di grassi saturi, se non ne ha più di 1,5 grammi.

Bisognerebbe limitare il consumo di grassi saturi; quelli insaturi, invece, sono importanti per l’organismo e sono presenti nell’olio di oliva, di arachide, di colza e di semi in genere.

Infine gli acidi grassi omega-3, di cui è importante fare scorta, si trovano soprattutto nel pesce (sardine, aringhe, salmone, sgombro e tonno), nell’olio di colza, di germe di grano, di soia e nelle noci.

I grassi idrogenati.

Gli acidi grassi “trans”, che possono formarsi nel processo d’idrogenazione dei grassi, fanno male alla salute.

L’industria alimentare pubblicizza la loro assenza per presentare i propri prodotti come “più sani”, ma così facendo al consumatore è dichiarata una mezza verità.

I prodotti che si vantano di non avere a loro interno grassi idrogenati, infatti, spesso contengono oli vegetali di scarsa qualità, con un alto tenore di grassi saturi, sostituendo quindi un problema con un altro.

La verità sui grassi vegetali.

I grassi saturi fanno male alla salute non consumate olio di palma, che ne contiene il 50% circa, dall’olio di palmisto, che raggiunge 85% circa e dell’olio di cocco, che ne contiene più del burro: oltre il 90%.

Tutt’altro discorso per gli oli ottenuti da semi di soia, mais, arachide e girasole, che contengono soprattutto acidi grassi polinsaturi omega-6, il loro tenore in grassi saturi è basso: tra il 12% e il 19%.

Da evitare oli e grassi parzialmente idrogenati perché ricchi di acidi grassi “Trans” ancora più dannosi per la salute.

Zuccheri nascosti.

Un prodotto è a basso contenuto di zuccheri quando ne contiene meno di cinque grammi su cento.

Purtroppo spesso le etichette dei prodotti sono ingannevoli, è stato fatto un controllo su cento prodotti sulle cui confezioni capeggiavano slogan riferiti al contenuto di zuccheri: quaranta di loro facevano affermazioni ingannevoli.

Spesso si trattava di prodotti per la prima infanzia a base di frutta, sulla quale c’era scritto “senza zuccheri aggiunti”, in realtà si aggiunge succo concentrato di mela proprio per dolcificare il prodotto, quindi la dichiarazione in etichetta è ingannevole.

Un altro caso è quello dei succhi e bibite a base di frutta, quindi sempre forniti di zuccheri già in partenza, di cui si rileva l’assenza di quelli aggiunti utilizzando le diciture “light” o “diet” per far credere si tratti di prodotti ipocalorici.

Infine, poiché anche gli additivi fanno paura, c’è addirittura chi adotta la strategia opposta, pubblicizzando l’assenza di aspartame e altri dolcificanti artificiali, ma rendendo difficile per il consumatore capire se lo zucchero sia o no presente nel prodotto.

Sapore di sale.

In Italia ne consumiamo troppo: mediamente 12 grammi al dì, più del doppio della quantità raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che consiglia di non superare i 5 grammi al dì.

E, in effetti, con cinque grammi in meno al giorno (un cucchiaino da caffè) si riduce del 23% il pericolo di avere un ictus e del 17% il rischio di malattie al cuore.

Salare con moderazione.

La maggior quantità di sale la assumiamo mangiando pane e prodotti da forno, sebbene salumi e formaggi ne contengono sicuramente di più.

Per limitarne l’assunzione, prima di tutto abituatevi a usarne progressivamente sempre meno per cucinare e condire le pietanze.

Moderate anche l’uso di condimenti ricchi di sodio, come i dadi, le salse e la maionese, e preferite spezie ed erbe aromatiche per aggiungere sapore ai vostri piatti.

Infine, è opportuno ridurre il consumo di alimenti trasformati tipicamente ricchi di sale, come gli snack, le patatine, salumi e formaggi e cibi pronti o in scatola, prediligendo i prodotti freschi.

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