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I GERMOGLI

I Germogli.

Sentiamo parlare spesso di centrifugati di carote e frutta esotica per avere uno sprint di vitamine, sali minerali e altri elementi importanti per l’organismo ma quasi mai si parla dei germogli. Perché? Perché forse è troppo facile averli freschi tutti i giorni? Perché forse spendere decine di euro per frutta improbabile e che arriva da migliaia di Km di distanza è più chic!

Rinunciare a coltivare e mangiare i germogli è una pazzia, per molteplici ragioni:

1) è facile;

2) è veloce;

3) è economico;

4) è divertente;

5) e non ultimo per importanza, sono buonissimi;

6) fanno bene.

Ma partiamo dall’inizio della storia: Perché mai dovresti mangiare germogli? E soprattutto germogli di cosa?

Benefici dei germogli.

Partendo dall’inizio basta dire che il seme è già un piccolo individuo infatti, quando trova le condizioni ottimali di umidità e di temperatura si attiva germinando e producendo appunto il germoglio.

All’interno del seme vi sono enzimi metabolici e sostanze nutritive. Una volta germinato il germoglio embrionale che ne deriva è composto di foglioline e radice embrionale.

Grazie agli enzimi attivati, le sostanze nutritive all’interno del seme vengono “pre-digerite” nel senso che vengono scisse nei diversi amminoacidi che le compongono ed i lipidi in glicerolo ed acidi grassi perciò sono subito disponibili.

I semi ed i germogli hanno un contenuto energetico molto elevato, una grande quantità di carboidrati che vengono trasformati in zuccheri semplici assimilabili molto velocemente e sono poverissimi di grassi, che servono appunto alla germinazione.

Le vitamine aumentano fino al doppio rispetto al seme e fino al triplo rispetto alla pianta adulta. I sali minerali ed i diversi oligoelementi contenuti nel seme divengono nel germoglio più facilmente assimilabili in quanto vengono chelati con gli amminoacidi aumentando così la quota amminoacidi presente ed inoltre molte varietà di germogli contengono sostanze anticancerogene non presenti nel seme.

Quali semi far germogliare.

Passiamo alla pratica ossia quali semi far germogliare: innanzitutto esiste un ottimo e completo manuale ossia “L’orto dei germogli” di Grazia Cacciola ed. FAG ma rendetevi conto che moltissimi sono i semi adatti a fare germogli commestibili e tra tutti questi però solo alcuni vi faranno impazzire e altri magari non vi piaceranno, provateli tutti mixandoli magari tra loro e poi decidete ovviamente il miglior modo per mangiarli anche crudi ma vista la bontà di alcuni come quelli di soia mung (la soia verde per intenderci!) passati in padella magari di tanto in tanto uno strappo alla regola lo potreste pure fare.

Come coltivare i germogli.

Cosa vi serve?

Semi bio, un contenitore di vetro con coperchio, un germogliatore ( c’è anche chi se lo è fatto da sé ma a voi la scelta!

La prima cosa che dovete fare è prendere i semi scelti e metterli a bagno per una notte in acqua (ecco a cosa vi serve il contenitore in vetro con coperchio!), il giorno seguente siete pronti a far germogliare i vostri semini!

Potete usare semi di alf-alfa (erba medica), semi di cavolo rossosemi di cavolo broccolosemi di porro, semi di ravanello, semi di ravanello Daikon, semi di bietola rossa, semi di finocchio, semi di pisello, semi di crescione, semi di trifoglio, lenticchie, soia mung.

Qualunque seme scegliate ricordatevi che alla base di tutto deve esserci il risciacquo: sciacquateli e disponete i semini nei cassettoni che compone il germogliatore; lo si può fare con 2 o 3 cassettini quindi potete far germogliare contemporaneamente 2 o 3 qualità diverse di semi.

Quindi chiudete nel modo corretto il vostro nuovo amico ed “annaffiate” i semini come fosse un piccolo giardino zen; ricordatevi che dovete sciacquare 2/3 volte al giorno i vostri futuri germogli in modo tale da tenerli sempre ben bagnati ma soprattutto privi di muffe &Co e per farlo ricordate quindi non solo di bagnarli sera e mattina ma anche di sciacquarli costantemente e se non ve li dimenticherete in 3/ 4 giorni a seconda della varietà che state facendo germogliare, saranno pronti da mangiare.

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LA PIRAMIDE ALIMENTARE

piramide-alimentare

piramide-alimentare

PIRAMIDE ALIMENTARE

Cos’è la Piramide Alimentare.

Con il nome di piramide alimentare s’intende un grafico che pone alla base gli alimenti di consumo quotidiano e al vertice quelli che dovrebbero essere mangiati solo occasionalmente, per cercare di avere una sana alimentazione.

GLI ALIMENTI E IL LORO CONTENUTO

LE PROTEINE NEI CIBI.

Latte                   10%

Pesce                  80%

Carni rosse        70%

Carni bianche    80%

Legumi e Frutta secca.

IL CALCIO NEI CIBI.

Parmigiano              1184 mg x 100g

Grana                       1165 mg x    “

Parmigiano gratt.   1109 mg x    “

Pecorino                 1064 mg x    “

Groviera                 1011 mg x    “  

Sesamo                     975 mg x    “

Riso e cereali           850 mg x     “

Mazzarella               782 mg x     “

Gorgonzola              528 mg x     “

DOVE SI TROVANO LE FIBRE NEI CIBI.

Cereali raffinati:   da 1 a 3 grammi di fibra per 100 gr. di part. edibile;

Cereali integrali:  da 6 a 10 grammi di fibre per 100 gr. part. edibile;

Legumi:                 da 5 a 8 grammi di fibra per 100 gr. part. edibile;

Frutta secca:        da 5 a 12 grammi di fibra per 100 gr. part. edibile;

Frutta fresca:       da 1 a 4 grammi di fibra per 100 gr. part. edibile;

Verdura:               da 1 a 8 grammi di fibra per 100 gr. part. edibile.

Assumendo 700 g tra frutta e verdura ogni giorno la quantità di fibre giornaliera è automaticamente soddisfatta.

I Carboidrati Complessi sono i migliori perché forniscono grande quantità di energia. Vengono scomposti lentamente in glucosio, hanno

un indice glicemico basso.

Cibi a base di cereali.

Avena in fiocchi – Orzo – Pane integrale di segale.

Frutta.

Albicocche – Fragole – Mele – Mirtilli – More – Pompelmi- Limoni – Pesche  – Pere – Prugne.

Verdure Cotte. 

Asparagi – Broccoli – Carciofi – Cavolini di Bruxelles – Cavoli  – Cavoli rapa – Cavolfiori – Cavolo cinese – Fagiolini – Peperoni – Porri – Spinaci – Verdure a foglia verde.

Cibi Crudi.

Funghi – Germogli – Insalate varie a foglia – Pomodori.

Cibi ad indice glicemico medio – forniscono energia elevata.

Cibi a base di cereali.

Barrette ai cereali con noci – Couscous – Pane integrale – Riso integrale.

Frutta.

Ananas – Arance – Ciliegie – Mandarini – Mango – Mirtilli – Papaya – Pesche – Uva.

Verdure Cotte.

Carote – Fagioli – Rape – Zucche – Zucchine.

Cibi crudi

Avocado – Barbabietole – Carote – Olive – Sedano.

Cibi contenenti carboidrati raffinati, poveri di fibre, ricchi di zuccheri, forniscono energia a breve termine.

Cibi a base di cereali.

Bagel – Baguette – Biscotti – Cereali (confezionati) – Ciambelle – Couscous – Croissant – Grissini – Muffin – Pane bianco – Pane tostato – Pasta non integrale – Riso non integrale.

Frutta.

Anguria – Banane – Fichi – Frutta secca – Noci secche – Succhi di frutta – Susine.

Verdure cotte.

Melanzane – Pastinaca – Piselli – Patate al forno, bollite, purè – Patate – Dolci.

Alcolici.

Birra – Superalcolici – Vino.

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VEGETARIANESIMO E LONGEVITA’

Vegetarianesimo-e-longevità

Vegetarianesimo-e-longevità

Vegetarianesimo e longevità.

L’alimentazione vegetariana, associata a uno stile di vita salutare, rende più longevi, diminuendo il rischio di andare incontro a patologie legate allo stile di vita moderno quali: diabete, ipertensione, obesità, ipercolesterolemia, malattie alle coronarie alcune forme di cancro come quello al colon (per la presenza in letteratura di dati contrastanti, il rapporto tra alimentazione e cancro rimane tutt’oggi ancora controverso).

Potassio, fibre alimentari, antiossidanti, acido α-linolenico e folati, presenti in frutta, semi e verdura, contribuiscono a ridurre i livelli ematici di colesterolo e la pressione arteriosa.

Secondo i suoi sostenitori, una dieta vegetariana intesa sia come latto-ovo-vegetariana sia come vegana, è in grado, da sola e senza integrazioni, do soddisfare le raccomandazioni correnti per tutti i nutrienti.

Come comporre un menù vegetariano.

Cereali: sono la base dell’alimentazione; se ne devono consumare almeno sei porzioni al giorno (una porzione è pari a una fetta di pane, 30 gr di cereali per la colazione o mezza tazza di grano cotto).

Legumi o altre fonti di proteine: ogni giorno sono necessarie cinque porzioni di cibi ricchi di proteine (da scegliere tra, per esempio, mezza tazza di piselli, lenticchie o fave cotte, mezza tazza di tofu o di noci, 100 gr di formaggio fresco o 50 gr di stagionato, un uovo).

Meglio preferire i legumi rispetto ai latticini e uova, per non eccedere nei grassi.

Vegetali: sono necessarie quattro porzioni di vegetali al giorno (una porzione e pari a mezza tazza di verdure cotte o una tazza una tazza di verdure crude, oppure mezzo bicchiere di centrifugato di verdure).

Frutta: si consigliano due porzioni di frutta al giorno, pari a un frutto intero, mezza tazza di frutta cotta, un quarto di tazza di frutta secca, mezzo bicchiere di centrifugato di frutta o spremuta di agrumi (senza l’aggiunta di zuccheri).

Grassi: si considera utile l’introduzione nella dieta di tre porzioni di grassi al giorno, pari a un cucchiaino pieno di olio d’oliva, oppure un quarto di avocado.

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BENEFICI PER ADULTI E BAMBINI

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Benefici per Adulti e Bambini.

Le persone che seguono uno stile alimentare vegetariano sono meno esposte ai rischi delle malattie del benessere tipiche del mondo occidentale; bassi valori di colesterolo ematico, ridotto rischio di cardiopatia, ridotti livelli di pressione arteriosa, minore rischio di diabete di tipo II e minore rischi di contrarre cancro, in particolare all’intestino.

Inoltre, i bambini che seguono uno stile vegetariano hanno un indice di massa corporea più basso e sono perciò più magri in rapporto ai bimbi che seguono una tipica dieta occidentale.

Più di recente, un articolo apparso su “Journal of Child Psychology and Psychiatry” a reso evidente come le donne che, in gravidanza assumono maggiori quantità di verdure abbiano livelli superiori di acido folico nel sangue e partoriscono bambini con un cervello più sviluppato, più tranquilli e con una minore incidenza della sindrome d’iperattività o di deficit di attenzione (ADH).

E’ giusto sottoporre i bambini a quest’alimentazione?

E’ in dubbio che i bambini vegani sono maggiormente esposti a mancanze di calcio, ferro e vitamina B12 in seguito all’esclusione di tutti i prodotti animali; inoltre, studi statistici indicano che i bambini vegani, seppur nella norma, crescano con una velocità minore rispetto ai bambini onnivori, per poi equipararsi durante l’adolescenza.

In questi casi sarebbe opportuno pianificare l’alimentazione con un nutrizionista che indichi le regole per evitare, appunto, ritardi nella crescita o malnutrizioni generate a volte da una cattiva gestione degli alimenti.

Senza perciò schierarsi a favore o contro l’alimentazione vegetariana, porsi come priorità il corretto apporto di proteine, carboidrati, vitamine e oligoelementi necessari per un ottimale sviluppo psico-fisico del bambino, che da grande deciderà da solo cosa mettere nel piatto!

L’Italia Vegetariana.

L’Italia è al primo posto in Europa per numero di vegetariani, con più di sei milioni di persone, il 10% della popolazione, divise in differenti tipologie in base al loro stile alimentare.

Chi abbraccia una dieta vegetariana ha diverse motivazioni: morali, di salute, filosofiche, religiose. Infatti, i vegetariani meno rigorosi non mangiano né carne, né pesce, ma accettano latte e uova, mentre i vegani escludono anche questi ultimi.

A metà strada ci sono gli ovo-vegetariani che escludono il latte ma non le uova.

Il forte aumento della popolazione vegetariana è dovuto anche al supporto scientifico, che indica come tale dieta; se ben equilibrata e variata, non apporta nessun pericolo concreto di carenze nutrizionali ed è appropriata per ogni età.

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