GLI OLIGOELEMENTI

Oligoelementi o microelementi.

Sebbene l’organismo abbia bisogno di piccolissime quantità di queste sostanze, essi sono indispensabili per l’equilibrio dei vari organi e apparati:

Ferro.
Gli organi con maggiori riserve di ferro sono il fegato, il midollo osseo, la milza e il sangue, complessivamente il ferro totale è circa 3-4 gr. Le principali fonti alimentari di ferro sono: pesci, uova, spinaci e tra le carni, soprattutto quelle di cavallo e di bufala. Il deficit di ferro provoca astenia e anemia. L’eccesso determina una malattia caratterizzata da accumulo cioè l’emosiderosi.

Rame.
Le concentrazioni maggiori di rame sono nel cuore, reni, cervello. Il fabbisogno giornaliero nell’adulto è 1.5 – 3 mg. Alimenti come fegato, legumi, crostacei e germe di grano ne contengono in buone quantità. La mancanza di rame è responsabile di fragilità ossea e anemia. L’assunzione in eccesso determina nausea vomito e diarrea.

Zinco.
Funge da catalizzatore di reazioni chimiche, ossia favorisce l’avvio delle reazioni stesse. Il fabbisogno giornaliero nell’adulto è di circa 10 mg. Le carni da una parte, cacao e noci dall’altro, sono cibi che contengono alte dosi di zinco; da non trascurare il tuorlo d’uovo.

Una carente assunzione di zinco è responsabile di svariati sintomi, come ritardi della guarigione delle ferite e della risposta immune, alterazioni cutanee, ipogonadismo e nanismo. L’eccesso provoca febbre, nausea vomito e diarrea.

Fluoro.
È un minerale presente nelle ossa e particolarmente nei denti. Le principali fonti di approvvigionamento sono le acque potabili. La mancanza di questo minerale determina abbondanti carie dentali, mentre l’eccesso porta alla fluorosi.

Iodio.
È prevalentemente localizzato a livello tiroideo ed è indispensabile per la formazione dell’ormone tiroideo. Sono ricchi di iodio le alghe, il sale iodato e i molluschi.

Selenio.
La funzione principale del selenio è di protezione delle membrane cellulari, è, infatti, delle sostanze antiradicali libere e si pensa che esso abbia una funzione antinvecchiamento. Il fabbisogno giornaliero di selenio è di 55 μg.

Le principali fonti di selenio sono i cereali e le carni. La carenza del minerale comporta disturbi cardiaci ed epatici, l’eccesso di selenio è responsabile di fenomeni a carico dell’apparato respiratorio e gastroenterico.

Cromo. 
Sostanza che favorisce il fisiologico svolgimento di diversi metabolismi, tra cui quello dei grassi e con riferimento al ciclo degli zuccheri, permette una normale funzione dell’insulina.

A riprova di ciò la carenza di cromo determina incremento della glicemia, dei trigliceridi e del colesterolo. Il fabbisogno giornaliero di cromo varia tra i 50 e i 200 μg. Il cromo è presente nel lievito di birra, frumento, carote, pepe nero, piselli.

Cobalto.
È una sostanza che entra nella formazione della vitamina B12. Il cobalto è abbondantemente presente nei vari alimenti che compongono la dieta. La mancata introduzione di questa sostanza determina anemia da mancanza.

Manganese.
I cereali e le noci sono buoni serbatoi naturali di manganese, la cui carenza provoca rallentamento nella crescita in generale, e in particolare rallentamento nella crescita di barba e capelli. Ipoglicemiche e ipotensione, invece, sono i principali sintomi da eccesso di manganese.

Molibdeno.
Il molibdeno, presente soprattutto a livello epatico, entra nel ciclo dell’acido urico. L’essere umano assume il minerale nutrendosi di frattaglie, legumi e cereali. La riduzione della concentrazione organica di molibdeno porta a facile irritabilità e tachicardia. L’incremento, oltre i normali livelli, di molibdeno provoca maggior concentrazione di acido urico.
L’organismo oltre ai minerali sopra elencati ha bisogno di altre sostanze presenti veramente in quantità minuscole, tuttavia anch’essi sono vitali e devono essere costantemente introdotti. Ad esempio il silicio, indispensabile per la sintesi del collagene, sostanza che entra nella costituzione del tessuto connettivo.

L’eccessiva introduzione di questo minerale provoca, però una grave malattia detta silicosi, tristemente nota soprattutto tra i minatori.

Il nichel svolge funzioni importanti favorendo l’attività enzimatica e l’assorbimento del ferro. Cadmio e vanadio, infine, purché assunti in tracce, siano attivatori enzimatici.