Realizzato in amido di mais.

Sacchi biodegradabili come sono fatti?

Vi siete mai chiesti di che cosa sono fatti i sacchi biodegradabili? Molto spesso il materiale di partenza è amido di alcune piante (patate, mais, grano o tapioca) ma esistono anche bio-plastiche prodotte da fermentazioni di zuccheri o lipidi. La biodegradabilità è la proprietà di una sostanza o di un composto di essere decomposto da microrganismi in molecole più semplici. Tale proprietà è condizione necessaria per il mantenimento dell’equilibrio ecologico del pianeta: una sostanza che non possa essere scomposta nei suoi costituenti elementari, non può, infatti, essere riutilizzata in natura per altri scopi.

Di che cosa sono fatti i sacchi biodegradabili? Per definizione è un composto-prodotto dall’insieme di materiali e materie prime che possono essere riassorbite dall’ambiente. Questo ha creato rispetto ai vecchi sacchetti di plastica diversi vantaggi considerando l’impatto che hanno questi oggetti quando vengono dispersi nella natura dall’uomo.

La comparsa sul mercato delle materie plastiche biodegradabili risale all’inizio degli anni Novanta del 20° secolo. Lo sviluppo di questi nuovi materiali fu stimolato da due concause:

  • Contenuto: 50 sacchetti (totale 2 rotoli con 25 sacchetti per rotolo) e guida al compostaggio (prodotto da All-Green).

  • Dimensioni: 50 Litri – 600 mm (W) x 940 mm (H) (ideale per pattumiere da cucina.

  • Approvato per il riciclaggio dei rifiuti alimentari con la maggior parte dei consigli.

  • Certificati EN 13432 e con il logo europeo Seedling.

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